
87011 Provincia di Cosenza
UFFICIO
TURISTICO
Nel complesso
roccioso di Monte S. Marco, che sovrasta l’abitato di Cassano, si aprono numerose
grotte d’interesse naturalistico, archeologico e speleologico. Nel 1951 lo
speleologo F. Orofino fu il primo a visitare le cavità carsiche ai piedi del
rilievo roccioso detto Muraglione segnalandole come "antica cava di gesso
con stalattiti e stalagmiti gessoso-calcareee". In particolare una ricca documentazione è
stata recuperata nel corso delle esplorazioni compiute dal Gruppo Speleologico
Piemontese CAI UGET di Torino. Nel gruppo di grotte che vennero denominate:
Grotte Superiore di S. Angelo Cb 103 e nella Grotta Inferiore di S. Angelo Cb
104 lunghe rispettivamente m 1.005 e m
1.325. Dai primi ritrovamenti si comprese che al di fuori della zona del
Pollino, le piccole aree carsiche della Calabria potessero riservare piacevoli
sorprese, non solo dal lato esplorativo, ma, anche, per la varietà dei fenomeni
che si poterono riscontrare: si fa riferimento a forme carsiche in rocce
notoriamente poco o per nulla carsificabili, cioè nei graniti, nelle arenarie,
nei conglomerati, ecc.
Le Grotte di S.
Angelo sono le più belle ed interessanti grotte ritrovate, nel territorio
cassanese del Monte Astrolomo. Si pensa che attraversino tutto l’abitato e dopo
mezzo miglio si uniscano a quelle di Follea. Esse sono state così classificate:
Schede
Catastali
Località:
Muraglione - Monte San Marco;
carta
IGM1:25.000 F° 221 NW "Castrovillari"
Coordinate
geografiche:longitudine:3° 51' 17''
Latitudine: 39°
quota
ingresso:435 metri s.l.m.;
dislivello
massimo:-
terreno
geologico: calcari dolomitici del Triassico Superiore;
1° rilevamento
(9/11 ottobre 1978): Commissione Grotte Eugenio Boegan
2° rilevamento
(5/10 maggio 1979): Commissione Grotte Eugenio Boegan
-Cb 97 GROTTA IN
CONTRADA PAVOLELLA O GROTTA DEGLI SCHELETRI
carta
IGM: F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
long. :3°
qm. I° ingresso:
svil. plan.:
terr. Geol. :
calcari dolomitici del triassico sup.-Lias;
-Cb 98 Grotta II
IN CONTRADA PAVOLELLA
carta IGM:
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
long. : 3°
svil. pla.:
terr. Geol.
: calcari dolomitici del Triassico sup.- Lias;
-Cb 99
GROTTA III IN CONTRADA PAVOLELLA
carta IGM :
F° 221 II NW “Castrovillari”(1958);
long.3°51’13”; lat.39°47’22”; qm:450 m s.l.m;
svil.
plan.20 m;disl.:5 m;
terr. geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias;
Cb100 FESSURA IN
CONTRADA PAVOLELLA
Carta IGM:
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958)
Long. 3°51’54’;lat.39°47’19’’,50; qm:470 s.l.m;
Svil.
plan.:12 m;disl.:+
Terr. geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias;
Cb 101 CUNICOLO
SOPRA LE GROTTE DI SANT’ANGELO
Carta IGM:
F° 221 NW “Castrovillari” (1958);
Long.: 3°51’15’’;lat.: 39°47’18’’,50;qm:
Svil.
plan.:
Terr. geol.:
Calcari dolomitici del Triassico sup.- Lias;
Cb 102 GROTTA SOPRA
LE GROTTE DI SANT’ANGELO
Carta IGM :
F° 221 II NW “Castrovillari”(1958);
Long.: 3°51’15’’; lat.: 39°47’18’’,50; qm:
Svil.
plan.:
Terr. geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias.
Cb 103 GROTTA
SUPERIORE DI SANT’ANGELO
Carta IGM :
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
Long.: 3°51’16’’50; lat. :39°47’18’’;qm:
Svil.
plan.:
Terr. geol. :
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias-.
Cb 104 GROTTA
INFERIORE DI SANT’ANGELO
Carta IGM
:F° 221 II NW “Castrovillari” (
Long.: 3°51’17’’; lat.: 39°47’18’’; qm: 435 s.l.m;
Svil.
plan.: 1325m; disl: -40m;
Terr. geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias.
Cb 105 GROTTA I A
NORD- OVEST DEL MONTE SAN MARCO
Carta IGM:
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
Long.: 3°51’19’’; lat.: 39°47’15’’,50; qm:
Svil.
plan.:
Terr. geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias .
Cb 106 GROTTA II
A NORD-OVEST DEL MONTE SAN MARCO
Carta IGM
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
Long.:3°51’19’’; lat.: 39°47’16’’; qm:
Svil.
plan.:
Terr. geol. :
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias.
Cb 107 GROTTA III A NORD – OVEST DEL MONTE SAN MARCO
Carta IGM:
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
Long: 3°51’19’’; lat.: 39°47’16’’;qm:
Svil.
plan.:
Terr. Geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias
Cb 108 GROTTA
PRESSO CASE DRAGO
Carta IGM:
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
Long.: 3°51’21’’,50; lat.: 39°47’07’’,50;qm:
Svil. plan.:
Terr.
geol.: calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias .
Cb 109 POZZO
SOTTO CASE DRAGO
Carta IGM :
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
Long.: 3°51’13’’,50; lat.: 39°47’06’’;qm:
Svil.
plan.:
Terr. geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias.
Cb 110 GROTTA SUD DEL MONTE SAN MARCO
Carta IGM :
F° 221 II NW “ Castrovillari” (1958);
Long: 3°51’23’’,50; lat.: 39°47’04’’,50;qm:
Svil.
plan.: 65 m; disl.: -
Terr. Geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias
Cb 111
CAVERNA SUD DEL MONTE SAN MARCO
Carta IGM :
F° 221 II NW “ Castrovillari” (1958);
Long: 3°51’23’’; lat.: 39°47’04’’,50; qm:
Svil. plan.:
Terr.
Geol.: calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias
Cb 118 VUCC’UCCIARDA (o BOCCA BUGIARDA)
Carta IGM:
F ° 221 II NW “ Castrovillari” (1958);
Long: 3°52’06’’; lat.: 39°47’01’’,54; qm:
Svil.
plan.:
Terr. Geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias
Cb 268 GROTTA ELIA SILVIO DEL MONTE SAN MARCO
Carta IGM :
F° 221 II NW “Castrovillari” (1958);
Long: 3°51’14’’,50; lat.: 39°47’05’’,50; qm:
Svil.
plan.: 170 m; disl.: -
Terr. Geol.:
calcari dolomitici del Triassico sup. – Lias
Nella
viscere del Monte S. Marco in Cassano All' Ionio, si snoda uno dei complessi
carsici più importante di tutto il Meridione. Questo grazie alle sue infinite gallerie, che
tagliano la roccia nella parte settentrionale della città e dopo mezzo
chilometro si uniscono alle Grotte di Follea. Si tratta di grotte che furono
abitate dall’uomo primitivo durante tutto il periodo di civiltà litica (90.000
–
Esse,
prima d’ora, erano state solo parzialmente esplorate e soltanto nella loro
sezione iniziale. Le Grotte di Sant’Angelo ci regalano straordinari giochi
cromatici, nonché interessanti sorprese, non solo dal punto di vista
esplorativo, quanto per la varietà dei fenomeni che si possono riscontrare
grazie alle campagne di scavi condotte, a più riprese, tra il 1978 ed il 1983,
dal gruppo speleologico “ E. Boegan” di Trieste, recentemente riprese dal gruppo
speleologico dello “Sparviere”, splendida realtà locale di Alessandria del
Carretto (Il Gruppo Speleologico dello Sparviere ha curato l’edizione di alcuni
pregevoli ed approfonditi scritti sulle principali grotte della Calabria, dopo
esplorazioni dirette. Spesso, hanno scoperto degli ulteriori sistemi di grotte,
consentendo la conoscenza della loro esistenza).
Il Sistema carsico di S. Angelo (
La
disposizione geologica delle rocce presenta due strati sovrapposti, uno dei
quali più antico e più interno, risalente all’era secondaria, composto da una
formazione granellosa e compatta e da rocce formate da strati calcarei e di
dolomiti; l’altro più recente e più esterno, composto da rocce granitiche di
origine eruttiva dell’era terziaria.
Sopra questo
strato si accumula un terzo strato di rocce di emersione dell’ultima fase
dell’era terziaria ( epoca pliocenica) tra cui prevalgono le marne calcaree e
quelle sabbiose, le argille con ricchi depositi di conchiglie marine, di
fossili di pesci pietrificati e di altri esseri organici, di grotte naturali
con abbondanza di splendidi stalattiti e di affascinanti stalagmiti.
I
risultati portati dal gruppo speleologico dello “Sparviere”, che nel 1995 hanno
indotto a conseguire il primo posto nella graduatoria delle cavità più lunghe
della Calabria proprio alle nostre Grotte di S. Angelo. Infatti, sono state
individuate nuove caverne, percorsi sconosciuti e finanche una piantina ignota
persino alla letteratura scientifica mondiale.
Nel 1996, nel
corso di una ricognizione di gruppo, vennero notate delle forme vegetali
alquanto particolari. Si iniziò subito uno studio su queste forme di vita
ribattezzate “EG”, di cui venne individuata una colonna composta da 40
esemplari. Ogni esemplare è collegato ad una radice madre che emerge in parte
del territorio, in alcuni casi unendosi alla stalattite ed assorbendone i
liquidi.
Negli ultimi
mesi del 1995, sono state scoperte nuove cavità tra le quali ha suscitato
grande interesse quella che si apre in Contrada Jotte / Case Drago.
Le dolomie
presenti in quest’ultima contrada sono attraversate da numerose fratture in
prevalenza incrociate da altre faglie minori. A volte esse raggiungono la
superficie permettendo così l’accesso all’uomo. Una di queste, è
Esse furono sede
stabile di comunità agricole del Neolitico Medio (V e IV millennio a.C.), che,
in epoca successiva, furono frequentate da popolazioni dell’Età dei Metalli
(III-II millennio a.C.). Le grotte di grande interesse storico e scientifico,
furono abitate per un lungo periodo dall’uomo preistorico che lasciò come segno
tangibile della sua permanenza in quelle cavità la più antica forma di
scrittura documentata dagli esperti, come unica e particolare, della Preistoria
italiana.
Nelle stesse
grotte, d’origine Carsica, sono stati esplorati alcuni settori con gallerie e
sale interne dotate di formazioni stalagmitiche, esempi di vegetazione
ipogeica, pozzi e caditoie.
Nelle Grotte di
Sant'Angelo si lavorava l'ossidiana (vetro vulcanico ritenuto dalle popolazioni
neolitiche prezioso per lucentezza e rarità; era utilizzato per ottenere
utensili, armi da taglio, frecce, ed altro. L'ossidiana aprì una delle prime
reti commerciali della storia dell'uomo. Esisteva infatti
L'accesso
naturale della grotta è posto nella parte alta ed era quello utilizzato dai
neolitici che si spingevano fino alla Grande Caverna.
Data ultima
revisione: 19 Maggio 2008